CORPO TEATRO INCONSCIO - Psicoanalisi e arti performative
Sto caricando la mappa ....

Data / Ora
Date(s) - 30/09/2017 - 28/10/2017
15:00 - 18:00

Luogo
Libreria Teatro Tlon

Categorie


CORPO TEATRO INCONSCIO
Incontri tra psicoanalisi e arti performative

Aisthesis – Estetica e Psicoanalisi
in collaborazione con
Jonas Onlus Roma – Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi, Università Roma Tre e Libreria Teatro Tlon

 

“Il mio corpo è subito teatro perché la sua stessa presenza è duplice – lui fuori o davanti, ed io dentro o dietro (in effetti da nessuna parte). Ogni presenza si sdoppia per presentar- si, e il teatro è tanto antico e quasi altrettanto diffuso quanto il corpo parlante”
J. L. Nancy

Il rapporto fra corpo e teatro è oggetto di indagine sia della psicoanalisi che delle arti performative, e filosoficamente ci rimanda al rapporto originario fra presenza e rappresentazione. Da qualunque prospettiva lo si affronti, il legame fra corpo e teatro è inaggirabile: se un corpo esiste, esiste sempre “teatralmente”, ovvero come messa in scena di un corpo o in un corpo. Se tradizionalmente il corpo è inteso come funzione biologica, nuda vita, sensibilità non-discorsiva, d’altro canto esso si presenta sempre all’esperienza come raddoppiamento, discordanza e separazione. Riconoscere nel corpo umano una dimensione costitutivamente discordante, e dunque non riducibile alla funzione adattiva del bios, è la sovversione introdotta da Freud e radicalizzata successivamente da Lacan.
Nell’esperienza clinica, il rapporto tra corpo e teatro produce sia effetti di senso, che prendono la via della metafora – è questo il caso dei sintomi di conversione e delle somatizzazioni isteriche – , che effetti fuori senso, dell’ordine dell’olofrasi – come nei sintomi somatici e nei cosiddetti “fenomeni di corpo”. Se in un primo tempo Lacan si concentra sulla costituzione narcisistica del corpo, cioè sull’importanza della funzione dello specchio nel condurre l’esperienza originariamente frammentaria del corpo verso un’immagine unitaria, l’ultimo Lacan ci ricorda che qualunque effetto di unificazione non elimina la fondamentale estraneità che abita l’intimità stessa del corpo. Il corpo, oltre a essere oggetto immaginario e simbolico, è innanzitutto carne abitata dal reale della pulsione, dalle intensità di un godimento singolare che eccede la sua rappresentazione. A partire dalla prima metà del Novecento e in particolare con l’opera di Antonin Artaud, il teatro e le arti performative si sono via via emancipate dal predominio del testo letterario, dando sempre più spazio al corpo dell’attore come questione autonoma di interrogazione. Il corpo a teatro emerge oggi non più soltanto a servi- zio della psicologia del personaggio, ma nella sua propria enigmaticità, nelle sue qualità carnali e traumatiche, come teatro di quell’Altra Scena – quella dell’inconscio, dove sono ancora in gioco tutte le possibilità del rappresentare, e di conseguenza dell’essere.

SEMINARI

I seminari si terranno Sabato 30 SETTEMBRE, 28 OTTOBRE, 2 DICEMBRE dalle 10.00 alle 13.00 presso l’Università Roma Tre, Dipartimento di Filosofia, Comunicazione, e Spettacolo – Via Ostiense n. 234, Aula Verra, piano terra (Quartiere Ostiense, Metro Linea B Marconi).

Coordinano: Arturo Mazzarella, docente di Letterature Comparate, Università Roma Tre; Micaela Ponti Guttieres, psicologa Jonas Roma, attrice.

Tutti i seminari sono a ingresso libero.

Per informazioni: roma@jonasonlus.it – 3317121719

Programma

Sabato 30 Settembre

➯ Matteo Bonazzi – Il mistero del corpo parlante e il teatro dell’inconscio 

La psicoanalisi si apre con la scoperta freudiana dell’inconscio che presuppone due coordinate simboliche fondamentali: l’ipotesi che il corpo parli, senza saperlo; la possibilità di leggerne la cifratura inconscia. Entra così in scena lo Sprachleib, un corpo parlante che segnerà profondamente la storia del pensiero, dell’arte e della rappresentazione. Il soggetto al centro è l’isterica, il cui teatro, la cui messa in scena, svela poco alla volta, all’ascolto di Freud, i segreti della logica inconscia. Quasi un secolo più tardi, Lacan recupera l’espressione “corpo parlante” per ricordarci che in realtà, nonostante tutto il sapere sull’inconscio che l’esperienza psicoanalitica ha raccolto, resta per noi ancora un mistero. Da qui prende corpo il desiderio dell’analista nell’orientare la sua pratica sulle tracce di quel reale, occulto e misterioso, dal quale bisogna lasciarsi ingannare, senza crederci, perché l’inconscio, come evento, possa accadere fuori scena.

Il relatore: Dottore di ricerca in filosofia, psicologo clinico, membro di OT/Orbis Tertius e partecipante della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, svolge attività di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano -Bicocca, insegna al CISA di Lugano e alla Sezione Clinica dell’Istituto freudiano di Milano.

➯ Sergio Benvenuto – Teatro di donne mille anni fa. Roswita di Gandersheim

Analizzerò alcune delle sei commedie di Roswita, la maggiore scrittrice drammatica del Medio Evo. Al centro di questo teatro c’è il corpo della donna e un ideale di sua sottrazione al rapporto sessuale. Nell’oscillazione tra la prostituta e la santa, si delinea un ideale di donna che chiamerei “donnista” molto distante da quello femminista.

Il relatore: Psicoanalista, filosofo e scrittore italiano. Già Primo Ricercatore presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR a Roma. Professor Emeritus di Psicoanalisi presso l’Istituto Internazionale di Psicologia del Profondo di Kiev (gemellata all’Università di Nizza). Ha fondato (nel 1995) e diretto l’European Journal of Psychoanalysis.

➯ Cesare Pietroiusti – Giovinezza. Bellezza. Vincere. Volontà. 

L’intervento cercherà di parlare della polarità che, in una performance, si può manifestare tra un determinato contenuto espresso e l’emersione di agglomerati di senso che sembrano contraddirlo. Errori, effetti collaterali, interventi esterni disturbanti possono rappresentare gli operatori effettuali di tale emersione. In alcuni casi può essere proprio una certa condizione del corpo, ovvero una sua trasformazione, a rendere evidente la differenza fra i due piani, e la possibilità dell’opera di metterli in tensione.

Il relatore: Artista e docente, laureato in Medicina con tesi in Clinica Psichiatrica, è co-fondatore del Centro Studi Jartrakor, Roma (1977) e della Rivista di Psicologia dell’Arte (1979). E’ docente di Laboratorio Arti Visive presso lo Iuav, Venezia (2004) e MFA Faculty presso LUCAD (Lesley University, Boston, 2009).

 

Sabato 28 Ottobre

➯ Franco Lolli – La solitudine del corpo

«Parlo con il mio corpo», afferma Lacan nel seminario XX, «e senza saperlo», aggiunge immediatamente dopo. Dunque, è attraverso il corpo che qualcosa parla nel soggetto, a sua insaputa. Non è il corpo a parlare – come sostiene un’ingenua visione psicologica – ma è mediante il corpo che qualcosa parla. Qualcosa che – specifica Lacan poco oltre – «ha a che fare con la solitudine». Dunque, il corpo è il teatro di una parola, imprigionata però, per certi versi, in una dimensione autoreferenziale. Si tratta, allora, di interrogare questo duplice statuto del corpo, strumento della parola e luogo di una ‘messa in scena’, da un lato, manifestazione della radicalità di una solitudine insuperabile, dall’altro.

Il relatore: Psicoterapeuta, psicoanalista, membro del consiglio direttivo Jonas, docente IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata), direttore scientifico dello CSeRIM (Centro Studi e Ricerca sull’Insufficienza Mentale). Supervisore clinico presso numerose strutture pubbliche e private).

➯ Igor Pelgreffi – Teatro e automatismo 

L’intervento intende approfondire la questione del gesto dell’attore o del performer, considerandolo nella sua complessità: da un lato, in quanto campo di memoria, ripetizione e automatismo, dall’altro in quanto possibilità di variazione dello schema motorio appreso mediante esercizio, nel training. Ripercorrendo allora alcuni riferimenti teorici, fra cui Il paradosso sull’attore in Diderot e Il lavoro dell’attore su sé stesso di Stanislavskij, si tenterà di riflettere sullo statuto ambiguo del gesto attoriale, continuamente ricompreso tra attività e passività, tra volontario e involontario, tra artificiale e naturale. Ci si soffermerà quindi sul ruolo dei processi di apprendimento degli automatismi, chiamando in causa la nozione di inconscio corporeo e quella di abitudine, quest’ultima con riferimento alla Fenomenologia della percezione di Merleau-Ponty. Si tenterà infine una generalizzazione filosofica delle questioni emerse, ipotizzando che esse siano estendibili dal campo teatrale in senso stretto a quello dell’esistenza singolare e collettiva.

Il relatore: Dottore di ricerca in filosofia, collabora con l’Università di Verona e insegna negli istituti superiori di secondo grado. Collabora con «Doppiozero», «Lo sguardo» e con «Kainós», di cui è redattore e per le cui edizioni co-dirige la collana «Estetica e teoria delle arti»).

Silvia Vizzardelli – Per una teoria del gesto: tra estetica e psicoanalisi 

Il relatore: Docente di Estetica e Filosofia della musica presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università della Calabria. Fa parte del comitato scientifico della collana Estetica e critica (Quodlibet), è membro della Società Italiana di Estetica (SIE) e del Centro Studi Filosofia e Psicoanalisi)

 

Sabato 2 Dicembre

Alex Pagliardini – Farsi un corpo

Il farsi del corpo è l’osso ed è l’orizzonte sia di quella pratica che siamo soliti chiamare psicoanalisi, sia di quella pratica che siamo soliti chiamare arte. Le differenze del come del farsi del corpo tra le due pratiche e interne alla varie declinazioni di ciascuna sarà l’asse del mio intervento.

Il relatore: Psicoanalista, responsabile del Centro Jonas Roma (Centro di clinica psicoanalitica dei nuovi sintomi), membro Alipsi (Associazione Lacaniana Italiana di psicoanalisi), docente IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata). Tra le sue pubblicazioni Jacques Lacan e il trauma del linguaggio (2011) e Il sintomo di Lacan (2016).

Felice Cimatti: Né vivo né morto, il corpo

La difficoltà di pensare il corpo consiste nel fatto che ogni rappresentazione del “corpo” ne perde la sua radicale indeterminazione. Mentre invece il corpo è proprio questa indeterminazione. Il corpo non è né l’esecutore dei progetti della mente (il corpo cognitivo), né quello incarnato (corpo fenomenologico), ma nemmeno quello spontaneo e irrazionale (corpo vitalistico). Il reale del corpo è indeterminazione.

Il relatore: Filosofo, docente di Filosofia della comunicazione, Semiotica e teoria dell’argomentazione, Teoria della mente e Filosofia italiana contemporanea all’Università della Calabria ad Arcavacata di Rende. È condirettore della Rivista Italiana di Filosofia del Linguaggio. È uno dei conduttori del programma radiofonico Fahrenheit, su Rai Radio 3.)

Pietro Faiella – Corpo a corpo con la lingua. Psicopatologia dell’attore 

Una ricognizione dell’esperienza teatrale attraverso il rapporto dell’attore con il testo, nella prospettiva della corporeità della parola e della (in)dicibilità del corpo.

Il relatore: Attore, autore, e regista ha lavorato in cinema e teatro con figure quali Massimo Castri, Roberto Guicciardini, Giorgio Albertazzi, Carlo Giuffrè, Franco Brocani, Fiorella Infascelli, Michele Soavi, Luigi di Gianni, Aureliano Amadei, Ascanio Celestini, Andrea Molaioli.

 

LABORATORI DI SPERIMENTAZIONE TEATRALE

I laboratori, a cura di Aisthesis, si terranno Sabato 30 SETTEMBRE e 28 OTTOBRE dalle 15.00 alle 18.00 presso la Libreria Teatro Tlon, Via Federico Nansen n. 14 (Quartiere Ostiense, Metro Linea B Piramide).

La conduzione è a cura di Micaela Ponti Guttieres e Elèna Elizabeth Scaccia.

L‘iscrizione è obbligatoria.

Per informazioni e iscrizioni:
ass.cult.aisthesis@gmail.com – 339 8184136

Programma

Il teatro, dimensione comunicativa per eccellenza, implica la consapevolezza di una distanza che, prima ancora che tra attore e spettatore, si manifesta nell’intimità dell’attore stesso, nello scarto tra corpo e pensiero, tra azione e parola, tra volontà e caso. Vocazione dell’attore è frequentare questa distanza, comunicare con questo scarto, farsi tramite di un linguaggio che restituisca carne alla parola e parola alla carne. Il corpo dell’attore è dunque esso stesso il testo in cui postura, gesto, voce, movimento, sguardo sono lettere da articolare nella composizione. Obiettivo del laboratorio sarà indagare le diverse dimensioni e possibilità del corpo scenico inteso come luogo di accadimenti significativi. Non è richiesta alcuna esperienza pregressa.

– Corpo immaginario, corpo simbolico, corpo reale
– Il corpo come metafora e come olofrasi
– Automatismo e imprevisto
– Animale e macchina
– Gesto, azione, atto
– Gli oggetti staccati: voce e sguardo
– Corpo estraneo, corpo proprio, corpo collettivo
– Spazio, tempo, ritmo. Psicologia dell’estensione e della durata

Micaela Ponti Guttieres. Attrice e psicologa, membro di Jonas Roma, è laureata in Filosofia, Psicologia e diplomata in Arte Drammatica. Da diversi anni si occupa dei rapporti tra estetica e psicoanalisi e in ambito teatrale partecipa a gruppi di formazione e ricerca con Societas Raffaello Sanzio, Claudia Castellucci, Teatro Valdoca, Teatropersona, Grotowsky Workcenter. E’ autrice di contributi e progetti culturali interdisciplinari e fondatrice di Aisthesis.

Elèna Elizabeth Scaccia. Attrice, Danzatrice, Storica dell’arte, si è formata presso Teatro Greco, Accademia Internazionale di Teatro, New York Film Accademy e ha lavorato con maestri quali Proietti, Carniti, Margotta, L. Kemp, Chubbuck, la Compagnia di Pina Bauch, Cognatti. Oltre all’attività artistica insegna danza e teatro per l’infanzia e come storica dell’arte collabora con alcune gallerie d’arte romane.